La solita bufala alla napoletana




Tra le molte altre cose l'Unione europea finanzia, è ben noto, le grandi infrastrutture.
E finanzia anche il recupero dei centri storici, o dei monumenti di valore artistico.
Ma non sapevo che finanziasse anche il rifacimento dei marciapiedi di una strada caratterizzata da squallidi edifici degli anni '60 di nessun pregio, tranne quello di godere di un panorama impagabile e di appartenere alla gente che conta.
Incuriosito dall'avviso che appare nella foto (1) avevo quindi chiesto lumi ai responsabili del Comune di Napoli, dapprima inviando una email e poi una raccomandata RR.
Dal 29 maggio sto ancora aspettando una risposta. E questo la dice lunga su chi governa la città: apparentemente la signora Iervolino è troppo occupata a belare improponibili scemenze per trasmettere (o far trasmettere) anche solo una semplicissima informazione







13.06.2005

Comune di Napoli
Gabinetto del Sindaco
Palazzo S. Giacomo, piazza Municipio

Buongiorno,
il 29 maggio avevo inviato alla vostra direzione centrale VI (riqualificazione urbana - edilizia - periferie) una email con questa non complicata richiesta d'informazioni:

Buongiorno,
durante la mia ultima visita a Napoli ho scoperto con una certa sorpresa che l'intervento di rifacimento dei marciapiedi di via Petrarca/via Orazio è cofinanziato dalla Comunità europea. Poiché non ero al corrente di possibili finanziamenti comunitari per aree urbane di nessun interesse storico, potreste gentilmente indicarmi da quale linea di bilancio dell'Unione europea provengono i fondi? (eventualmente, mi basterebbe sapere se si tratta di fondi regionali, fondi strutturali, o altri).
Nel ringraziarvi anticipatamente per una sollecita risposta, distinti saluti e buon lavoro


Fino ad oggi non ho ottenuto alcuna risposta. La mail era chiara e cortese, e la risposta, molto semplice, non implicava un livello d'intelligenza superiore a quello di un impiegato medio del comune di Napoli; debbo quindi dedurre che il silenzio della vostra direzione centrale VI sia dovuto o a un totale disprezzo dei cittadini oppure all'incapacità di spiegare l'uso dei fondi comunitari (che, nel caso delle aree urbane, vengono di solito stanziati per il recupero di aree urbane d'interesse storico - come ad esempio le vicine Rampe di S.Antonio, che sono invece in stato di abbandono e chiuse al traffico per cedimenti avvenuti oramai in epoca quasi preistorica - e non per rifare i marciapiedi di aree il cui unico interesse è quello di essere abitate dalla gente che conta).

Se poi foste anche in grado d'indicarmi la data approssimativa (anno più, anno meno) dell'inizio dei lavori di riapertura delle rampe di S.Antonio, la mia stima per i servizi comunali salirebbe alle stelle.

Sono sicuro che grazie all'interessamento del Gabinetto del sindaco potrò ottenere una rapida risposta.

Distinti saluti

Carlo Pappalardo
9, via Marziale
63030 Acquaviva Picena (AP)





(Per i non napoletani: via Petrarca è una delle strade create una cinquantina di anni orsono, in pieno periodo di dominio del comandante Lauro, che hanno deturpato la collina di Posillipo. Gli edifici, in origine costruiti in grande economia da cooperative d'impiegati e piccoli professionisti, sono ora ricercatissimi per la loro posizione e perché abitare sulla collina di Posillipo fa molto chic (per un appartamento di 100 mq, se lo trovate, mettete pure in preventivo due o tre milioni di euro). Le Rampe di S.Antonio, giusto accanto a via Petrarca, sono invece un angolo tradizionale della città, in stato di totale degrado dopo lo sprofondamento in due punti della strada, circa due anni orsono, e conseguente totale chiusura al traffico. Nonostante sia densamente popolata, i lavori di riparazione non sono stati nemmeno ancora preventivati (forse perché abitata da gente normale e senza agganci in comune).



PS.: Per evitare ogni sospetto di livore personale, non sono napoletano e non vivo a Napoli


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